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1935: primo campionato italiano di 5 birilli

"Tratto dal numero di dicembre 1979 della rivista «Biliardo Match» diretta da Giuseppe Baglivi"
 
Ho avuto l'onore di partecipare in quei lontano 1935 al primo campionato di biliardo svoltosi a Bari nel salone del Grand Hotel Kursaal per iniziativa e per l'organizzazione del Sig. SCARCIA, a proprie spese. Allora avevo 29 anni: furono giorni meravigliosi e di grande entusiasmo, che oggi rivivono nella mia memoria e nel cuore.
Eravamo circa 90 partecipanti: dopo le eliminatorie rimanemmo in 10 per il giorno finale e precisamente: URBINO, GARUFFA, FELISI e GEROSA per Milano; GIAMMARCO, CIRILLO e PRESUTTI per l'Abruzzo; AMITRANl per Bari; COSTAMANTE per Palermo, ed un altro di cui si sfugge il nome, di Roma o di Napoli. La gara si svolse ai «5 birilli» con «palla obbligata», ai 200 punti in un unico girone. Il risultato fu il seguente: 1. URBINO, 2. GARUFFA, 3. FELISI, 4. CEROSA, 5. CIRILLO, 6. PRESUTTI, 7. GIAMMARCO, 8. AMITRANl, 9. COSTAMANTE, 10. il giocatore di cui mi duole non ricordare il nome.
Il campionato si svolse in un clima sereno, nella massima correttezza e con moltissimo entusiasmo fra il numeroso pubblico intervenuto. URBINO vinse tutte le partite, battuto solo da CIRILLO in un incontro memorabile: URBINO contava 190 punti, CIRILLO 187 quando, con un rinterzo molto difficoltoso, URBINO fece 8 punti e arrivò a 198; CIRILLO si trovò con un tiro abbastanza difficile considerate anche le condizioni di umidità del biliardo: uno «sfaccio a rientro» con effetto e palla a retrocedere per circa 2 metri e 20 centimetri... CIRILLO si impostò nella sbracciatura, guardò URBINO e disse queste testuali parole: «Siete fritto…!» Poi effettuò il tiro fra lo sbigottimento generale. Fu allora che si vide la palla girare su se stessa, retrocedere fino al punto dove era li pallino mandandolo In buca, mentre la biglia avversaria, nel passare sul «filotto», fece cadere 4 birilli... In quella maniera CIRILLO vinse la partita, portandosi da 187 a 203, contro 198. Nel Salone echeggiò dirompente l'ovazione, seguita da un entusiastico applauso. Tanto URBINO che GARUFFA non poterono fare altro che complimentarsi con CIRILLO, rivelatosi davvero un grandissimo campione.
Noi abruzzesi fummo battuti dai milanesi, non già per la loro migliore capacità, ma perché abituati a biliardi più piccoli (2,60 x 1,30). Il biliardo della competizione aveva il panno molto umido; tutti i tiri ne venivano conseguentemente falsati: se II plano di gioco fosse stato (com'è oggi) termoriscaldato, I risultati della gara sarebbero stati diversi. Per quanto riguarda la superiorità di URBINO su CIRILLO, la cosa era da dimostrare: i loro diversi incontri erano finiti alla pari. lo che ho giocato più volte contro l'uno e contro l'altro con risultati alterni, ritengo che URBINO fosse più redditizio In partita, cioè più pratico, mentre CIRILLO era spumeggiante e dava veramente spettacolo perché i tiri, lui, se li creava, se li inventava letteralmente...!
Molti oggi si chiedono che differenza c'è tra il gioco di allora e quello odierno: io rispondo come Girardengo il quale, alfa domanda se Coppi o Bartali fossero stati più forti di lui, osservò: «Al miei tempi si correva su strade bianche, polverose e spesso piene di brecce e di fango, con i tubolari a tracolla: ora le strade sono quasi tutte asfaltate e lisce come un piano di biliardo...!».
Noi giocavamo su biliardi duri e poco scorrevoli: adesso si gioca su biliardi sensibilissimi, riscaldati, con buche molto più strette, biglie elasticissime, stecche dosate nei peso e adattate al braccio e alla statura, e via dicendo...
Per quanto mi riguarda, posso dichiarare senza tema di smentita che i tiri che fanno ora noi li facevamo con la stessa semplicità e precisione: eravamo in pochi a poterli fare mentre oggi, grazie appunto alle migliorie apportate al moderni biliardi, li eseguono tutti. foto ricordo Premesso quanto sopra, ritengo cosa utile inviarvi indicazioni circa il riconoscimento delle persone che compaiono nella «foto storica».
Esse sono, da sinistra a destra, nella fila superiore: primo GEROSA, secondo PRESUTTI (detto il «Moro abruzzese»), terzo FELISI, quarto il giocatore di cui mi sfugge il nome; nella fila in basso In piedi, da sinistra a destra: primo GIAMMARCO (il più alto di tutti), secondo COSTAMANTE, terzo GARUFFA, quarto l'organizzatore SCARCIA, quinto CIRILLO, sesto URBINO, settimo AMITRANI.
Per quanto riguarda i premi che furono assegnati al termine di quel primo campionato italiano, essi furono i seguenti: al primo classificato furono consegnate una medaglia d'oro e una macchina da scrivere; al secondo una medaglia ricordo e una macchina da scrivere; al terzo un oggetto di valore e una medaglia ricordo; al quarto gli stessi premi; al quinto un orologio d'oro (CIRILLO); agli altri un orologio e una medaglia ricordo ciascuno. Per i dieci finalisti, inoltre, un rimborso spese, vitto, alloggio, eccetera.
(Francesco Giammarco - Pescara)

 
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