È iniziato l'anno del dragone
Di Enrico Galli, in Snooker - Articoli - settembre 2006

Ding JunhuiCe lo si aspettava. Tutti ne parlavano come di un talento, un futuro campione, uno dei prodotti più promettenti della scuola biliardistica cinese in esplosione in questi ultimi anni.
Ma che Ding Junhui (19 anni, nella foto) fosse già in grado di mettere in campo una dimostrazione di forza tale da far sembrare impotenti i più quotati «mostri sacri» anglosassoni, crediamo che in pochi fossero disposti a pronosticarlo.

E invece eccoci qua a raccontare il trionfo del teenager cinese, il quale dopo una «falsa partenza» contro il giocatore di casa Paul Davies (che conduceva 4-2 prima della rimonta di Junhui per il 5-4 finale), ha messo in fila con crescente facilità Hamilton (5-3), Higgins (5-3), Doherty (5-1), Lee (6-1) e O'Sullivan (9-6). In pratica, 3 dei primi 4 al mondo più Stephen Lee, giocatore tra i più in forma del momento e reduce dalle vittorie sul n°1 della classifica Hendry e su Shaun Murphy.

Ma andiamo con ordine...
Ricomincia la stagione dello snooker, e la buona notizia è che si aprono le danze con una new entry tra i «Ranking Tournaments», quel Northern Ireland Trophy che finora era stato solo un'esibizione a inviti. 30.000 sterline al vincitore non rappresentano certo un premio tra i più ricchi, ma è comunque positivo che si amplii il ventaglio dei tornei validi per la classifica, che nella stagione 2006/2007 saranno sette.
Come era prevedibile, molti dei grandi nomi sono apparsi un pochino «arrugginiti» all'avvio: oltre alle già citate difficoltà del vincitore finale, si segnalano l'eliminazione di Peter Ebdon (per mano della rivelazione del torneo: il gallese Dale) e seri grattacapi anche per O'Sullivan (5-4 su Pettman), Doherty (5-4 su Wattana), Higgins (un difficile 5-3 su Milkins) e Murphy (5-4 su Pengfei).
L'unico che sembra partire a razzo dai blocchi è il campione uscente Matthew Stevens; purtroppo per lui e per i suoi tifosi, il match successivo ha riportato il gallese alla realtà degli ultimi mesi: lezioso come non mai nel gioco, ma meno sicuro dei suoi mezzi rispetto a qualche anno fa, Stevens cede per 5-2 contro un O'Sullivan ancora ben lontano dalla forma migliore.

Gli altri ottavi di finale riservano la sola vera sorpresa nell'eliminazione di Mark Williams (per mano del gallese Day); non è da considerare tale, a nostro avviso, la vittoria di Lee su Hendry, il quale malgrado il primo posto nella classifica mondiale è molto lontano dal rendimento dei suoi giorni migliori; nè, col senno di poi, il successo di Junhui su Higgins...
Siamo dunque ai quarti di finale, dove iniziano i veri e propri fuochi d'artificio: Dominic Dale prenota l'appuntamento con O'Sullivan in semifinale demolendo il campione del mondo Graeme Dott per 5-2 con un gioco aggressivo e un break building eccezionale che lo porterà anche a una splendida serie di 137 punti.
Junhui, ormai lanciato a mille, fa un sol boccone dell'irlandese Doherty, mentre Lee la spunta all'ultimo frame di una tiratissima partita col giovane ex campione del mondo Murphy.

Dire che le semifinali sono state a senso unico, è davvero dire poco... O'Sullivan ha sfoderato il meglio del suo repertorio fornendo una prestazione sensazionale contro Dale; il gallese, forse un po' appagato dal traguardo raggiunto, forse un po' emozionato, sicuramente frastornato dalla valanga di bilie con la quale O'Sullivan l'ha sommerso, ha potuto soltanto ammirare lo spettacolo offerto dal suo avversario, che gioca in scioltezza e mette in mostra tutto il suo formidabile talento.
Nella sessione serale, non tocca miglior sorte al malcapitato Lee, che cerca di tenere il passo di Junhui per due o tre frame, prima di cedere di schianto sotto la precisione dei colpi del suo avversario.

Ronnie O'SullivanGiungono quindi in finale i due giocatori che hanno espresso di gran lunga il livello di gioco più elevato del torneo, ma il pronostico non può che pendere dalla parte di O'Sullivan (foto a sinistra): l'inglese è certamente il più esperto dei due, e sembra impossibile che il giocatore visto in semifinale con Dale possa perdere più di qualche frame contro qualsiasi avversario; di più: O'Sullivan sembra finalmente divertirsi. L'impegno nel circuito IPT di pool, anzichè distrarlo, sembra avergli dato nuovi stimoli; lo si sente dalle sue dichiarazioni e soprattutto lo si vede nel suo gioco: aggressivo, spumeggiante, estroso. Non è raro vederlo cambiare ripetutamente mano durante la stessa serie (a volte anche quando non sarebbe necessario), cercare il piazzamento più difficile magari solo per non fare il giro del tavolo, giocare qualche colpo con il ponticello ad anello (cosa comune nel pool ma inesistente nello snooker)... a volte, insomma, «gigioneggia» anche un po', ma nei momenti «caldi» gioca con giudizio e sembra scegliere alla perfezione il momento nel quale rischiare.
E la sessione pomeridiana della finale inizia proprio sotto questi auspici, con O'Sullivan che parte sul 3-1 mettendo a segno serie di 52, 115 e 67. Ma appare chiaro assai presto che la partita sarebbe stata tutto fuorchè una passerella per Ronnie, e Junhui comincia a macinare serie su serie, frame su frame: 71, 58, 103, 85... si va all'intervallo col cinese avanti per 5-3, e O'Sullivan che non ha imbucato una sola bilia negli ultimi 4 parziali.
L'inglese reagisce d'orgoglio all'inizio della sessione serale, mettendo a segno un parziale di 3-1 che lo porta sul 6 pari, e una splendida serie di 140 (la migliore di tutto il torneo). Ma Junhui non si scompone, non sbaglia un colpo. Le sue difese sono sempre più precise e O'Sullivan è sempre più alle corde... e quando concede un'occasione, il suo avversario la sfrutta impietosamente, con la freddezza degna di un veterano. Serie di 57 nel 13° frame, di 62 nel 14°. Inizia il 15° frame sull'8-6 Junhui: O'Sullivan parte con un'imbucata a distanza, cui segue la nera. La imbuca, ma non riesce ad aprire il rack e piazzarsi per la rossa successiva; tira una difesa di accosto alla corta superiore... va al tavolo Junhui, che senza paura inchioda una formidabile rossa in buca centrale, dando il via a una serie di 83 che gli permetterà di chiudere il match da grande campione.

Ding JunhuiSì signori, perchè ormai è evidente che di questo si tratta: se le vittorie al China Open e al Campionato del Regno Unito del 2005 non fossero state sufficienti a convincere gli scettici, crediamo che dopo aver visto Junhui all'opera in questo Northern Ireland Trophy nessuno abbia più dubbi sul fatto che ci troviamo di fronte a un sicuro protagonista delle stagioni a venire, forse addirittura a un prossimo dominatore assoluto della specialità. Il suo gioco non ha punti deboli, e mentalmente si è dimostrato fortissimo a dispetto della sua giovane età.

Il prossimo appuntamento (vedi tabella in basso) che vedrà i giocatori impegnati è la Pot Black Cup, torneo-esibizione di un giorno solo, con partite disputate sulla distanza del singolo frame. Il prossimo torneo valido per la classifica del mondo sarà invece il Grand Prix di Aberdeen a fine ottobre, seconda tappa verso il traguardo più ambito: il campionato del mondo di Sheffield.

Sinceramente vorremmo essere nei panni di quel tale che qualche anno fa scommise 200 sterline su un campione del mondo non anglosassone entro il 2010; l'imprudente bookmaker che gli offrì questa «bizzarra» puntata 500 contro 1 starà sudando freddo...


Visualizza il tabellone completo del torneo


Calendario della stagione 2006/2007
Data
Torneo Luogo Vincitore Finalista
Punt.
13 - 20 Ago
Northern Ireland Trophy Belfast Ding Junhui Ronnie O'Sullivan
9-6
2 Set
Pot Black Cup TBA
21-29 Ott
Grand Prix Aberdeen
4-17 Dic
UK Championship York
14-21 Gen
Saga Insurance Masters TBA
29 Gen - 4 Feb
Malta Cup Portomaso
11 Feb - 18 Mar
Welsh Open TBA
25 Mar - 1 Apr
China Open Beijing
21 apr - 7 mag World Snooker Championship Sheffield



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