Alpe Adria Billiard Circuit 2007
Di Francesco Tomati, in Pool - Articoli - agosto 2007

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Vilmos Foldes
Vilmos Foldes, il vincitore

Se per i cinque birilli e per la carambola è ormai tradizione che il Gran Finale della stagione abbia luogo a S.Vincent, con l’attribuzione dei titoli nazionali Fibis, c’è un evento che è ormai considerato, per il pool italiano, l’appuntamento conclusivo dell’annata agonistica per antonomasia: l’Alpe Adria Billiard Circuit di Trieste.

In uno scenario che vede l’attività nazionale irreparabilmente divisa da anni in due federazioni, le finali per l’assegnazione dei titoli italiani sono purtroppo separate anch’esse, con gli atleti dell’IPF (Fibis, dal prossimo anno) e della Federbiliardo a disputarsi, in sedi ovviamente differenti, «scudetti» e promozioni forse un po’ sminuiti, e senz’altro kermesse di fine anno un po’ sottotono a causa della ripartizione dei talenti in due diverse associazioni.

Anche per questo motivo, ma non solo, il prestigioso torneo giuliano, giunto ormai alla decima edizione, ha assunto negli anni sempre maggiore importanza. Oltre ad essere una delle poche gare internazionali di prestigio tenute sul nostro territorio (per anni è stata l’unica, e fortunatamente ora, grazie all’Eurotour di Castelvolturno e all’Open di Parma, è in buona compagnia), ad avere un’organizzazione sempre ineccepibile e ad offrire uno scenario, l’estate triestina, assolutamente gradevole (magari anche per consorti al seguito), l’Alpe Adria ha il grosso merito di convogliare in un clima di serena competizione tutti, o quasi, i giocatori di pool italiani di un certo livello, i quali, indipendentemente dalla federazione per la quale siano tesserati, fanno del loro meglio per contrastare i campioni stranieri che danno ulteriore lustro alla manifestazione.

In pratica, come il pool italiano dovrebbe essere e non è, ormai da troppo tempo.

L’edizione 2007, tenutasi al Break Point di Vanja Jogan nell’ultimo fine settimana di luglio, ha come sempre offerto un livello di gioco molto alto, impreziosito dai grossi nomi di casa nostra (mancavano, tra i favoriti italiani, solo Bruno Muratore e Giorgio Margola) oltre che, come al solito, da stranieri di assoluto prestigio, tra cui quest’anno spiccavano l'ungherese Vilmos Foldes (già campione del mondo juniores), lo svizzero Dimitri Jungo, l’anglo-svizzero Jonni Fulcher, attuale numero 2 EPBF, il turco-austriaco Cetin Aslan, reduce da un successo in terra maltese, e la nutrita pattuglia proveniente dall’ex Jugoslavia, con i serbi Sandor Tot, Goran Mladenovic e Zoran Svilar, il croato Ivica Putnik e numerosi sloveni, tra cui Matjaz Erculj, Marko Bakarcic (vincitore dell’Alpe Adria nel 2002, in una entusiasmante finale contro Ralf Souquet) e molti altri ottimi giocatori.

Gli occhi erano puntati, e non è una novità, su Fabio Petroni, il nostro numero uno, campione uscente e vincitore già tre volte del torneo. La sua corsa, per quest’anno, è stata però più breve del solito e si è fermata ai quarti di finale, dove Cetin Aslan si è rivelato un ostacolo troppo ostico da superare, in una giornata in cui il miglior pool di Fabio faticava ad emergere.

A difendere i colori azzurri, unico italiano tra i primi quattro, è stato in questa edizione Mauro Castriota, il giovane foggiano che ha saputo dare mostra del suo grande talento sfiorando il clamoroso successo in una combattutissima finale contro il terribile ungherese Vilmos Foldes, campione qui nel 2004.

Senza nulla togliere alla classe e alla concretezza di Foldes, un giocatore di assoluto livello modiale, una vittoria di Castriota sarebbe stata senz’altro meritata, in virtù del livello di gioco tenuto da Mauro in tutto l’arco del torneo, con scalpi eccellenti come Sandor Tot, e del rocambolesco finale di «title match».

Per nulla intimidito dall’importanza della posta in palio, il nostro portacolori è stato in vantaggio per gran parte della partita, fino a 7-5. A quel punto la veemente reazione di Foldes ha ribaltato il punteggio fino a 10-7, e con il traguardo a 11 il sogno del giovane foggiano sembrava essere sul punto di tramontare. È stato proprio a quel punto che Castriota, con una serie di tiri spettacolari e difficilissimi, riusciva a rimontare fino ad un insperato 10-10, portando l’esito di un lungo torneo all’ultimo spietato game. Una spaccata tanto efficace quanto sfortunata da parte dell’italiano mandava due palle in buca, aprendo il gioco per una facile chiusura, ma una beffarda bilia colorata si frapponeva tra la bianca e la 1, impedendo a Mauro un comodo tiro iniziale.

Mauro Castriota
Mauro Castriota si ferma a un passo dalla vittoria

Castriota optava così per un «push-out», cercando di posizionare la battente in un punto del tavolo in cui sarebbe stato necessario effettuare un «jump» per imbucare la prima palla. Mauro sapeva che, dato il punteggio, Foldes avrebbe rifiutato il tiro, invitandolo a rimanere al tavolo. Scelta intelligente, tenuto conto che il salto della bilia è la «specialità della casa» per Mauro. L’inconveniente, però era dietro l’angolo. Una distrazione, o più facilmente un errore dovuto alla tensione del momento, ha fatto sì che il push di Castriota risultasse leggermente lungo, permettendo all’ungherese di ottenere un tiro «a vista» sulla 1. Vilmos, la cui caratteristica principale è la freddezza, in quella situazione non ha esitato un attimo ed ha imbucato con decisione la bilia gialla e le successive sei, aggiudicandosi così il trofeo tra gli applausi del pubblico, un po’ deluso ma sportivo e competente.

Un vero peccato per Mauro, giocatore di talento cristallino e soprattutto persona di straordinaria umanità, simpatia e modestia. Data la giovane età siamo certi che avrà tutte le occasioni per rifarsi, già dal prossimo anno, ma non possiamo non rimpiangere quel «giro di palla» di troppo che ha privato un giocatore così meritevole e corretto di un titolo prestigioso e certamente alla portata.

Detto questo, i complimenti al sempre più solido Vilmos Foldes sono d’obbligo. La sua costanza nei risultati degli ultimi anni lo attesta tra i giocatori più in forma a livello mondiale, ed ora che, come «persona al seguito», ha sostituito l’altero Mr. Foldes Senior con una biondina ben più attraente, dobbiamo ammettere che ci ha guadagnato anche in simpatia.

A completare il quadro dei primi quattro, oltre al «giustiziere» di Petroni, Cetin Aslan, lo sconosciuto rumeno Ioan Ladanyi, che col suo gioco speculativo ma efficace ha saputo frenare la marcia, fino a quel momento inarrestabile, di Gabriele Cimmino. Il genovese, dopo aver superato agevolmente la fase eliminatoria, era giunto ai quarti di finale con una marcia trionfale: 9-0, 9-0, 9-2 e, soprattutto, un clamoroso 11-1 negli ottavi al favorito d’obbligo, il numero 2 europeo Jonni Fulcher. A onor del vero, Gabriele aveva una distrazione in più rispetto a tutti gli altri: attendeva, proprio in quei momenti, il suo primogenito. Il piccolo Samuele, però, ha aspettato che papà finisse di lavorare ed è venuto alla luce il 2 agosto. Complimenti dalla nostra redazione a Cimmino per il suo trofeo più bello e a mamma Rosalba.

Da segnalare le buone prestazioni anche degli altri italiani qualificatisi per gli ottavi di finale: Moreno Kraljevic, profeta in patria, e i napoletani Marco Vignola e Giuseppe Jacobucci, premiato come «sorpresa del torneo».

Il clima della kermesse è stato come tutti gli anni eccezionale, sembra che l’organizzatore Vanja Jogan custodisca il segreto per far procedere il torneo in maniera sempre ineccepibile, facendo sì che alla fine tutti, vincitori e vinti, tornino a casa soddisfatti comunque dell’esperienza trascorsa. Un ulteriore ringraziamento a Jogan, da parte di Biliardoweb Magazine, anche per averci fornito tutti i tabelloni della competizione, scaricabili nella nostra versione online (vedi link in fondo all'articolo), e le foto della premiazione. A proposito della premiazione, oltre ai quattro semifinalisti ed alla «sorpresa del torneo» Jacobucci, è stato premiato il più giovane partecipante, il promettente Luca Nicolini di Treviso, 15 anni, ed è stato assegnato il riconoscimento «simpatia-fair play» a Gabriele (e Samuele, ndr) Cimmino.

Ora, dopo un mese di giusto riposo, si torna alla regolare attività agonistica nazionale ed internazionale, che comincerà a settembre con l’Eurotour olandese e proseguirà con le prime prove dei due campionati italiani, Federbiliardo e Fibis.

L’Alpe Adria, oltre a salutare la stagione appena conclusa con uno spettacolo di biliardo ad alto livello, conferisce al pool nostrano, almeno una volta l’anno, quel clima di unità e buonumore che dovrebbe essere una regola, e non l’eccezione.

In attesa di tempi migliori, constatiamo che i giocatori italiani, quelli veri, non mancano mai di dimostrare la loro serietà e il loro impegno, e i risultati confortanti degli ultimi tempi non sono che la dimostrazione di un panorama che ha tutte le potenzialità per crescere ed attestarsi ai massimi livelli europei.

Nel frattempo, auguriamo buone vacanze a chi si prenderà un meritato stacco dal tavolo verde, e, perché no, buon lavoro a chi sceglierà di allenarsi anche ad agosto per presentarsi ai nastri di partenza della prossima stagione non molto abbronzato ma già in forma strepitosa.

Tabelloni fase finale:

Gironi A-B pdf
Gironi C-D pdf
Gironi E-F pdf
Gironi G-H pdf
Girone finale pdf

I premiati
I premiati dell'Alpe Adria Billiard Circuit 2007

(Si ringrazia Vanja Jogan per le immagini fotografiche pubblicate in questo articolo e nella galleria fotografica)




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