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Le Traiettorie del Biliardo - pt. 14

"Lezione n°14: approfondimenti sulle numerazioni dell'Angolo50"
 

Dopo aver introdotto il sistema dei diamanti, o Angolo50, nella lezione 12 e proseguito poi con la lezione 13 sulle necessità di utilizzare delle compensazioni di applicazione per riequilibrare il sistema, concludiamo la parziale trattazione di questa teoria spendendo alcune parole di approfondimento su alcune numerazioni apparentemente differenti ma essenzialmente equivalenti all’Angolo50.

Innanzitutto cerchiamo di capire il motivo per cui la numerazione dell’Angolo50 è quella che tutti conosciamo.

la numerazione originale

Vi siete mai chiesti perché all’angolo di riferimento della sponda di partenza è stato attribuito il valore di 50?
La risposta è piuttosto semplice: è una conseguenza dettata da altre esigenze. Cioè il termine “50” viene creato per soddisfare ulteriori necessità.
La prima di queste è che il sistema nasce come tecnica di esecuzione per le 3 sponde indirette, nel gioco della carambola. Quindi serviva avere una numerazione basata sugli arrivi in 3a sponda.
Se notate le diagonali10 conducono verso l’omologo arrivo10, allo stesso modo delle diagonali20 che giungono all’arrivo20. Solo diagonali superiori o inferiori a tale intervallo tendono a non rispettare più la relazione lineare:
Diagonale (CM) → Arrivo
Partiamo quindi dal presupposto che la relazione tra la sponda di partenza e quella di mira debba relazionarsi soprattutto alla sponda di arrivo, ossia la numerazione deve ruotare attorno a questo obiettivo, l’arrivo.
Inoltre per un discorso di comodità sarebbe interessante che la sponda di mira abbia un’origine semplice da ricordare, che faciliti anche le operazioni di calcolo. Quindi la cosa più inerente a questa seconda richiesta è che la sponda di mira abbia origine dal diamante immaginario 0, crescendo di 10 punti per ogni losanga.

La combinazione di queste due esigenze: l’equivalenza tra il valore di Diagonale (o del CM) e dell’Arrivo, e la comodità dei valori sulla sponda di mira, comporta il sacrificio della inusuale numerazione attribuita alla sponda di partenza assegnando il valore 50 all’ angolo di riferimento.

Tutti applicano la formula:

Partenza - Mira = Arrivo

Al dato di fatto sarebbe invece più corretto ipotizzare:

Partenza = Mira + Arrivo

Nonostante le due formule siano perfettamente equivalenti, evidentemente in fase di esecuzione è preferibile applicare la prima, in quanto stabilito l’Arrivo, che quindi diventa il valore costante, gli altri due valori, Partenza e Mira, variano in modo da ottenere il giusto obiettivo.

A questo punto ci rendiamo conto del perché se scegliamo di chiamare: 0, 10, 20, 30, 40 e 50 i diamanti della sponda di mira, e vogliamo al contempo mantenere anche la parentela tra i valori di Diagonale e di Arrivo, l’angolo di partenza di riferimento deve necessariamente chiamarsi 50, infatti:

Partenza50 - Mira50 = Arrivo0
Partenza50 - Mira40 = Arrivo10
Partenza50 - Mira30 = Arrivo20
...

Abbiamo così soddisfatto le nostre esigenze iniziali. Chiaramente per concludere e chiudere il cerchio ogni diamante della sponda lunga di partenze deve diminuire di 5 punti.

Figura
Fig. 1:
Come nasce la numerazione dell'Angolo50

gli equivoci dell’angolo50

Cosa comporta questa numerazione?
Sicuramente tra le diverse esigenze iniziali si nasconde anche una potenziale, poi manifestata, ingannevole presenza. Infatti una personalissima critica che da sempre muovo a questa teoria è il fatto di voler a tutti i costi forzare il rapporto di equivalenza tra Diagonale ed Arrivo.
Sebbene inizialmente vantaggiosa al fine di ricordare velocemente la relazione tra valore di Diagonale e valore di Arrivo, questa esigenza ha successivamente determinato un discreto imbarazzo ed una legittima confusione nei ragionamenti comuni.
Infatti la maggior parte degli appassionati è stata incanalata verso l’erronea convinzione che la formula serva a stabilire un valore di Arrivo.
In realtà la formula determina semplicemente un valore di Diagonale, o nel mio gergo, di CentroMultiplo.

Quindi:

Diagonale (o CM) = Partenza - Mira

A questo punto entra in gioco la conoscenza, ossia il sapere attribuire ad ogni Diagonale (o CM) il rispettivo Arrivo in correlazione all’effetto utilizzato.

I passaggi logici quindi sono 2:

Arrivo & Effetto

Diagonale (o CentroMultiplo)

Partenza - Mira

Questo implica che non sempre Diagonale ed Arrivo coincidono. Le diagonali40 ad esempio giocate di 2/3 d’effetto conducono all’arrivo 34, e non al 40 come si è soliti credere. In maniera analoga le diagonali30 non conducono all’arrivo30 ma al 27÷28. Anche le diagonali0 non conduco all’arrivo0 ma addirittura non giungono neppure alla 2a sponda (la corta), terminando la loro corsa sulla sponda lunga in prossimità dell’angolo. L’arrivo0 infatti viene raggiunto dalle diagonali 2÷3. Questo discorso è chiaramente valido per la medesima quantità di effetto: il B4 (o 2/3 d’effetto).

le numerazioni alternative

Ipotizziamo di variare per comodità la numerazione della partenza. Sappiamo ad esempio che la numerazione originale ha come riferimento il 50 sull’angolo e che il valore più basso di partenza equivale al 10. Concettualmente però se la sponda di mira nasce dello 0, perché non attribuire un’origine neutra anche alla sponda di partenza? Quindi, cominciando da 0, e risalendo di 5 in 5 sulla sponda di partenza si ottiene sull’angolo, non più il 50, ma il 40. Con questa strada anche le diagonali subiscono una variazione: ad esempio quelle che originariamente venivano definite come le diagonali10 diventano diagonali0. Quindi un arrivo10 viene ottenuto dalle nuove diagonali0.
Di nuovo in realtà hanno ben poco, perché hanno semplicemente cambiato nome: in pratica diminuendo le partenze di 10 punti, bisogna diminuire anche le diagonali di 10.

Questo per far capire che le numerazioni non servono a nulla, sono solo dei modi di applicare il sistema di base, nel nostro caso i CentriMultipli, Fisici.

La numerazione prosegue sulla sponda corta con il 50, il 60, il 70 e termina con l’80. Sostanzialmente ciò che abbiamo fatto è stato semplicemente spostare alcuni numeri, lasciando invariati i difetti dalla sponda corta. Quindi un tale Angolo40 mantiene gli stessi pregi e difetti del fratello maggiore, l’Angolo50.

Anche se apparentemente questa numerazione alternativa serve a ben poco una nota positiva viene dal fatto che può risultare utile far comprendere all’esecutore la profonda distinzione tra Diagonale ed Arrivo, come giocare una diagonale0 per ottenere un arrivo10.

Inoltre le diagonali0 eseguite senza effetto conducono specularmente verso l’arrivo0 (chiaramente sul biliardo battuto, dove il fenomeno dello scivolamento è reso minimo).
Una strada alternativa potrebbe essere quella di voler invertire la numerazione della sponda di mira. Quindi l’originale diamante di mira 90 diventa lo 0, l’originale80 diventa il 10, l’originale70 diventa il 20, ecc…

Così, per mantenere la numerazione di Arrivo equivalente a quella dei CM, si deve assegnare all’Angolo di Partenza il valore di 40. In questo ulteriore Angolo40 anche la numerazione di Partenza è invertita. La convenienza di questa applicazione numerica è il fatto che il punto di Mira, l’incognita principale, nasce da una operazione di somma tra Partenza e Diagonale, e non di sottrazione.

Figura
Fig. 2:
Due esempi di numerazioni alternative, perfettamente equivalenti all'Angolo50.

l’angolo zero

Per terminare propongo la numerazione che a mio avviso potrebbe essere concettualmente la migliore sostituta dell’Angolo50, ossia l’Angolo Zero.
I presupposti sono legati alla comodità di utilizzare una partenza 0, facile da ricordare e semplice da applicare.
Per un discorso di coerenza anche la sponda di mira dovrebbe originarsi dallo 0, in maniera tale che la diagonale0 con partenza0 e mira0, senza effetto, torni su se stesso.

Chiaramente in questo contesto varieranno e di parecchio i valori delle diagonali infatti quelle che originariamente con l’Angolo50 venivano definite le 10 ora diventano le 40, quindi l’arrivo10 con 2/3 d’effetto si otterrebbe attraverso diagonali40. Il vantaggio è di velocizzare di parecchio i calcoli, in quanto per ottenere i punti di mira occorre sommare i valori di diagonale a valori di partenza piuttosto bassi, dallo 0 al 40.

Figura
Fig. 3:
Privo della numerazione di partenza dalla sponda corta, questo probabilemente è uno dei migliori contendenti: l'Angolo Zero.

Considerazioni

Purtroppo la lezione di oggi può generare della confusione essendo piena di numeri e di formule, ma era doveroso scrivere qualche riga per difendere gli appassionati da chi magari per interessi, per inconsapevolezza o per incompetenza decide di proporre un rivoluzionario sistema di gioco che poi si dimostra essere un parente del classico angolo50.
Sono poche in realtà le cose che bisogna veramente imparare per giocare bene al biliardo, e di numerazioni inutili ne girano talmente tante che spesso esauriscono le energie psicofisiche di chi vuol accostarsi ad un biliardo razionale.

E’ evidente che questa non vuol essere una lezione su ulteriori simili numerazioni ma solo un tentativo di mettervi in guardia da chi continua a propinare i soliti numeri ignoti.

Nelle prossime lezioni
Abbandoneremo definitivamente le vecchie applicazioni, tipo l’Angolo50, e cominceremo ad approfondire la prima applicazione del Sistema Margutti: l’SM Mnemonico. Quindi dalla prossima lezione tratteremo solo teorie prive di compensazione di numerazione, cioè che esprimono la potenza e l’armonia dei CentriMultipli, Fisici.


 
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