Aspettando il Grand Prix
Di Enrico Galli, in Snooker - Articoli - ottobre 2007

Dopo il «prologo» dello Shanghai Masters, prima prova valida per la classifica mondiale disputata lo scorso agosto, il circuito dei major tournaments si prende una lunga pausa, che terminerà a metà ottobre con l'attesissimo appuntamento del Grand Prix di Aberdeen. Ma l'attività agonistica non si è certo fermata, e diversi tornei di notevole spessore si sono disputati nelle scorse settimane.

O'Sullivan
Ronnie O'Sullivan si è aggiudicato le ultime
tre edizioni della Premier League

L'evento più importante tra quelli non compresi nei major tournaments è probabilmente la Premier League, vero e proprio campionato a sé stante disputato tra sette dei nomi più blasonati del circuito (basti pensare che cinque di loro sono campioni o ex campioni del mondo), e sponsorizzato quest'anno dal sito di scommesse PartyBets. Tra le caratteristiche che rendono questa competizione (che si protrarrà fino a dicembre) unica nel suo genere, vogliamo citare la possibilità del pareggio (si gioca sulla distanza dei 6 frame, quindi il 3-3 è un risultato possibile e assegna un punto a ciascun giocatore) e il tempo limite per tirare, fissato a soli 25 secondi.
Il forzare questo ritmo di gioco sostenuto, abbinato forse al minor carico di tensione (non c'è l'eliminazione diretta come negli altri tornei), apparentemente giova alle prestazioni dei giocatori: nelle 10 partite finora disputate (quindi 60 frame complessivi) i «centoni» sono già 12, e 3 di questi addirittura oltre i 140 punti; per il momento al comando di questa speciale classifica c'è il veterano Steve Davis, che ha siglato uno spettacolare 143 in un match da fuochi d'artificio contro O'Sullivan, autore anch'egli di un 141 e di un 105 nella stessa partita (4-2 per Ronnie il risultato finale).
Gli altri giocatori impegnati in questa competizione sono lo scozzese Hendry (provvisorio leader della classifica generale con 5 punti), il campione del mondo Higgins (fanalino di coda con un pareggio e una sconfitta sinora), i giovani Junhui e Robertson e l'altro veterano Jimmy White, che l'anno scorso si distinse arrivando sino in finale, ma quest'anno è ancora in attesa della prima vittoria (due pareggi e una sconfitta per lui). Vi terremo aggiornati sul prosieguo della competizione nei prossimi numeri.

Contemporaneamente si è disputato anche l'Irish Professional Championship, una competizione tutta irlandese che vedeva impegnati 16 tra i giocatori più rappresentativi dell'isola; uno dei motivi di maggior interesse era il ritorno alle competizioni di Alex «Hurricane» Higgins, due volte campione del mondo tra gli anni '70 e '80, idolo delle folle come lo sarebbero stati in seguito solo Jimmy White e Ronnie O'Sullivan. Il grande campione non ha perso il suo carattere irruento, ma lo «smalto» non è più quello dei giorni migliori, e la sua apparizione termina al primo turno dove rimedia un sonoro 5-0 da Fergal O'Brien. Lo stesso O'Brien giungerà sino alla finale sconfiggendo in sequenza uno dei giocatori più attesi, il giovane Mark Allen (5-4) e Joe Delaney (6-5). Dall'altra parte del tabellone il grande favorito, e detentore del titolo, era Ken Doherty; il veterano del circuito non sembra sentire il peso degli anni e continua ad esprimersi ai massimi livelli, mantenendosi stagione dopo stagione nei primissimi posti della classifica mondiale. Anche in questa occasione non delude il pubblico di casa, concedendo appena 2 frame in 3 partite nella sua strada verso la finale. E neppure il match decisivo avrà storia: Doherty si porta avanti per 6-2 nella prima sessione e chiude rapidamente i primi 3 frame della sessione conclusiva per un 9-2 che non lascia alcuno spazio di replica al suo avversario; 111 la miglior serie di Doherty in questo confronto.

Doherty
Ken Doherty, 38 anni, vincitore
all'Irish Pro Champ e alla Pot Black Cup

Lo stato di forma dell'irlandese è ulteriormente confermato dall'ultima gara disputata in ordine di tempo: la Pot Black Cup di Sheffield. Questa competizione molto particolare (si svolge in un solo giorno, con partite sulla distanza del singolo frame) è tornata in auge da due anni a questa parte, dopo essere stata abbandonata verso la metà degli anni '80. E' una gara in cui si respira un'atmosfera molto più rilassata di quella a cui siamo abituati: non è raro vedere i giocatori ridere e scherzare tra di loro, anche perché la posta in palio non è di quelle favolose... ma si tratta comunque di un ottimo «diversivo» in attesa degli appuntamenti clou della stagione.
Come dicevamo, Ken Doherty si è imposto anche in questa prova-lampo, superando in finale Shaun Murphy grazie a un frame molto combattuto, ma senza serie di particolare rilievo. Del resto, la natura stessa di questa gara fa sì che i «centoni» realizzati siano davvero rarissimi: soltanto 6 in tutta la sua storia. Il record della miglior serie è detenuto dal gallese Williams, che nella prova da lui stesso vinta lo scorso anno riuscì a realizzare un 119. Di nuovo assente (per addotti problemi personali) Ronnie O'Sullivan, che già aveva disertato la prova di Shanghai. Questi ripetuti forfait cominciano ad avere il sapore della ritorsione nei confronti di World Snooker, che gli ha comminato una pesante multa per il suo ingiustificato ritiro al Campionato del Regno Unito dell'anno scorso... ci auguriamo che O'Sullivan torni a presentarsi con regolarità nelle prossime gare, per la gioia dei suoi innumerevoli tifosi.

Scaldati i motori, dunque, è ora di ripartire con il Grand Prix (ospitato dalla città scozzese di Aberdeen per il secondo anno consecutivo), che anche in questa edizione si preannuncia estremamente incerto e combattuto: appuntamento a tutti gli appassionati per la cronaca completa nel prossimo numero di novembre!


Visualizza il tabellone completo della Pot Black Cup 2007




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